APRENDIENDO A ESCRIBIR

Un viaggio che stavo per non fare

Immagine generata tramite Grok

Un viaggio che stavo per non fare
Un viaggio che stavo per non fare Juan A. Sánchez

Nei racconti le segrete sono sempre luoghi lugubri e tetri, ma la descrizione di questa rimarrebbe riduttiva. Anche se per un paio d'ore che mi restano qui non mi lamenterò. Non servirebbe a nulla, poi.

            Tenterei di dormire un po' ma il rumore che viene dal cortile non me lo permette. Con un po' di fortuna gli operai finiscono una volta per tutte di costruire il patibolo e mi permettono di fare un ultimo pisolino.

            Appena 50 anni. Non sono troppi per un hobbit, anche se immagino che al goblin che mi accompagna non sembrerà lo stesso. Non avrei mai pensato che il pianto potesse essere uno spettacolo così pietoso. Mi ripugna.

            Anni fa abbandonai la Contea cercando avventure che superassero quelle di quei Baggins di ingrata memoria, e ci ero quasi riuscito. E pensare che questo fu un viaggio che stavo per non fare! Ma allora oggi non sarebbe memorabile per migliaia di hobbit, nani, maghi, elfi e altri abitanti della Terra di Mezzo. Né riceverei le loro maledizioni.

            Agli hobbit si è sempre relegati a un ruolo minore. In parte per la proverbiale indolenza della mia gente; in parte perché, malgrado le presunte «imprese» di Frodo e suo zio, nessuno ha mai preso sul serio un popolo di ometti insignificanti, che tali fummo sempre considerati. Ma grazie a me, quello stereotipo maledetto si è rotto per sempre.

            A partire da oggi tutta la Terra di Mezzo ricorderà l'hobbit che stava per restaurare il potere al suo legittimo signore, Sauron.

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Juan A. Sánchez

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